Se fossi Theo – “Il Cardellino” di Donna Tartt

Più si muove, più lo stringono. Più sta fermo, più lo stringono. Non c’è scampo. Come i tentacoli di un polpo, così la vita stritola Theo.

Cosa risponderebbe Theo alla domanda: “Cosa ti manca per essere felice”?

“Niente. Tutto. Non lo so. Tutto ciò che mi circonda non ha più alcun tipo di aderenza alla realtà. La bomba che ha ucciso mia madre ha polverizzato anche tutto il resto. Ha perso di senso ciò cui lei dava un significato, ovvero ogni cosa.

Potrei abbandonarmi al flusso degli eventi, lasciandomi guidare da chi dice di pensare al mio bene, come tutti spererebbero. Senza di lei non esiste più nessuno al mondo che si domanda cosa desidero, ma solo come posso non rappresentare più un peso, un’incombenza. Sono diventato una bolletta da pagare.

Non provo più nulla. Sono diventato bravissimo, in quello. Provo tutto. La droga è perfetta, in questo. Non mi manca niente per essere felice, perché non posso più essere felice. Mi manca tutto, perché l’unica cosa che ora posso fare è lottare contro la realtà affinché non mi stritoli completamente.

La bomba ha spezzato in due anche la mia anima. Mi vedo dall’esterno, come se fosse il film della mia vita, ma non è più la mia, quella vita”.

Come se parlasse Theo,
il protagonista de “Il Cardellino” di Donna Tartt

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